Sinusite, sintomi tipici e principali rimedi

Sinusite, sintomi tipici e principali rimedi

La sinusite, ovvero l’infiammazione dei seni paranasali, è uno degli argomenti di otorinolaringoiatria su cui circolano più leggende metropolitane. Basta un forte raffreddore e un po’ di mal di testa per additare la sinusite come colpevole e spesso ricorrere all’uso di antibiotici. Ma non sempre siamo sulla strada giusta. Vediamo di capire qualcosa di più.

Diversamente da quanti molti pensano la sinusite, o per meglio dire la rinosinusite, non va curata di default con gli antibiotici perché nella maggior parte dei casi ha origine virale. In genere, infatti, è causata dai virus, e soltanto solo in alcuni casi sono colpevoli batteri sin dall’esordio della malattia.

Cos’è la rinosinusite?

Come suggerisce il termine, è un’infiammazione del naso e dei seni paranasali, cavità piene d’aria scavate nelle ossa della faccia, tutte comunicanti con il naso. E’ sempre preceduta da una patologia nasale, tipicamente un raffreddore, che si estende ai seni, infiammando e gonfiando le membrane che li rivestono, tanto da ostruire i piccoli passaggi che li collegano al naso e provocare dolore e infiammazione. L’ostruzione dei seni favorisce inoltre il ristagno di muco che può venire inquinato da germi. Purtroppo, capita spesso che venga sottovalutata e non curata a dovere, aumentando così il rischio di ricadute (in questi casi si parla di sinusite ricorrente) e che diventi un problema cronico.

Quali sono i sintomi tipici?

Innanzitutto la sinusite acuta va sospettata quando un raffreddore dura più di un paio di settimane. I sintomi caratteristici sono naso chiuso, scarico di catarro dal naso e, a seconda del seno paranasale infiammato, senso di pressione al volto quando ci si china, male alla fronte, agli occhi, a naso e zigomi e/o all’arcata dentale superiore. Quando la sinusite diventa cronica, oltre all’ostruzione nasale e allo spurgo del naso, possono esserci altri disturbi come la discesa di catarro in gola e la conseguente tosse (i polmoni sono sani però), senso di pressione alla faccia e una diminuzione dell’olfatto e del gusto.

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi si basa sui sintomi e sull’osservazione delle cavità nasali con il fibroscopio, uno speciale strumento a fibre ottiche in grado di raccogliere una documentazione fotografica di alta qualità delle zone. Quando interviene il sospetto che l’infiammazione sia ormai cronica è utile fare una Tac ed eventualmente i test allergologici e si ipotizza una componente allergica. Infine nei rari casi in cui si evidenzia un granuloma, occorre fare una biopsia.

Sinusite: i rimedi.

Sempre utili sono i lavaggi nasali, gli steroidi per via inalatoria e spray nasali di origine naturale che agiscono come decongestionanti. Se i sintomi fanno propendere per una sinusite batterica, che in genere si riconosce perché tende a peggiorare dopo i primi dieci giorni, si ricorre a un trattamento antibiotico. Il trattamento antibiotico può essere preso in considerazione anche per le forme critiche: in questi casi si usano particolari antibiotici a basso dosaggio, da assumere in genere per dodici settimane. Questo approccio porta spesso a buoni risultati, con riduzione dei livelli di citochine infiammatorie. Solo in casi selezionati si ricorre all’intervento chirurgico eseguito per via endoscopica attraverso le fosse nasali. Questo tipo di intervento può dare discreti benefici nell’immediato, ma spesso i pazienti vanno incontro a successive ricadute.

E i bambini?

Molti pensano che la sinusite sia una malattia appannaggio degli adulti e che quindi non affligga i bambini, in realtà non è così. I bambini, fino ai circa 10-12 anni non possono sviluppare soltanto la sinusite frontale, perché i seni frontali non sono ancora formati. Però si possono infiammare i seni etmoidale e mascellare.

Complicanze:

Se la sinusite viene trascurata e non curata a dovere, si corre il rischio non solo che diventi cronica, ma anche che si verifichino delle complicanze. Il processo infettivo potrebbe, infatti, estendersi alle cavità interne del cranio (intercraniche) o extracraniche (orbite). Nel primo caso si si potrebbero formare accessi o verificarsi addirittura una meningite. Se sono interessate le orbite si rischiano la cellulite orbitaria, ovvero un’infiammazione acuta che interessa il tessuto adiposo periorbitario, o complicanze ossee, come l’osteomielite del seno frontale.

Per fortuna oggi, grazie a tecniche diagnostiche sempre più raffinate, ad antibiotici a largo spettro, e a interventi chirurgici accurati quando necessario, le complicanze sono diventate molto rare.

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